Piazza Angioy tra memoria storica e contemporaneità

12/01/2019

Piazza Angioy tra memoria storica e contemporaneità
La Giunta Comunale ha approvato il progetto esecutivo dei lavori di riqualificazione di Piazza Giovanni Maria Angioy. Il progetto, realizzato dall’architetto Paolo Abis, intende essere un'operazione culturale di recupero della memoria storica dei luoghi, rivisitando con una nuova pavimentazione la composizione architettonica dello spazio, al fine di rievocare quelli che erano i segni del passato. 
 
Il lavoro di riscrittura della storia dei luoghi prevede, in primis, la rimozione degli elementi che non risultano coerenti – così come evidenziato anche dai pareri vincolanti dal Servizio per la Tutela del Paesaggio della Regione Sardegna, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e dalla Curia Arcivescovile della Diocesi – nel delicato rapporto di equilibrio con la chiesa di San Gregorio Magno: la fontana monumentale, l’albero di cycas e la cartellonistica stradale sul lato nord-ovest; parte del parapetto su via Paulicu Mossa, il portico e la fontanella sul lato sud. 
 
L’intervento di riqualificazione della piazza passa principalmente dalla nuova pavimentazione in basalto, attraverso un disegno che richiama, senza differenze di quota, i segni storici del passato. L'elemento sorgente della tessitura della pavimentazione è la facciata della chiesa, dove i basoli di basalto corrono parallelamente alla facciata e ricostruiscono la sagoma dello storico sagrato per una profondità di cinque metri. I gradini presenti sul lato sud, in continuità del sagrato, saranno sostituiti da masselli di uguale finitura. Stesso intervento sarà eseguito per richiamare a terra il perimetro dell'area di sedime del monte granatico e delle antiche botteghe che si affacciavano sulla piazza.
 
Sarà inoltre inserita una nuova scalinata verso via Paulicu Mossa, con l'intento di ripristinare definitivamente la continuità - almeno pedonale - con la trama viaria storica. 

Lungo il perimetro della piazza verranno sostituiti i basoli in basalto rosso attualmente lesionati. Risulta necessario, alla luce di un uso improprio dei margini della piazza dai mezzi carrabili, l’inserimento di dissuasori di basalto rosso di forma cubica. 
 
Le aiuole delle piante di ulivo saranno oggetto di un ampliamento nella loro dimensione, tale da consentire l'opportuno spazio libero per l'apparato radicale. Le tre aiuole saranno definite superficialmente con un ‘salvapianta’ protettivo, adagiato sulla terra vegetale, in continuità con la quota della pavimentazione, in acciaio corten. Ciascun 'salvapianta' riprende,attraverso una decorazione traforata, la tessitura della pavimentazione della piazza. Sotto le piante di ulivo è prevista l'installazione di tre sedute in basalto, dall'aspetto massivo e minimale.
 
Il progetto prevede anche la riconfigurazione dell'impianto di illuminazione architettonica della facciata della chiesa. Ulteriormente saranno inseriti dei segnapasso nel lato delle due scale,di tecnologia led, per consentire la segnalazione notturna dei gradini e garantirne la fruizione in sicurezza.
 
Nell'area attualmente dedicata al monumento ai caduti, anche sulla base delle indicazioni ricevute dalla comunità nei dibattiti pubblici organizzati al fine di condividere l’idea progettuale, viene rimossa la struttura trilitica commemorativa e ripristinata la pavimentazione. Il monumento ai caduti sarà posizionato in un altro luogo più confacente. In questo angolo della piazza, apparentemente marginale e in secondo piano rispetto allo spazio fisico principale, si interverrà predisponendo un sistema di allestimento urbano contemporaneo e informativo con una duplice funzione: di informazione culturale e turistica della storia del luogo; di riproposizione e ulteriore messa a sistema del progetto delle pergole artistiche e naturali chel'Amministrazione Comunale di Bauladu sta portando avanti come operazione culturale, riprendendo il sistema vegetativo della vite che fino a qualche decennio fa, caratterizzava le facciate dei centri storici. L'intento, nella fattispecie, è quello di reiterare l'idea della pergola, nell'ottica di una messa a sistema puntuale di questa iniziativa culturale e di verde urbano autoctono anche nella piazza principale del paese. 
 
L’Amministrazione Comunale ha scelto di confrontarsi con la comunità tramite due dibattiti pubblici (il 19 ottobre ed il 15 novembre 2018) al fine di condividere le scelte progettuali per la riqualificazione di Piazza Angioy. Agli incontri pubblici si è registrata la partecipazione di 80 persone. 
 
I lavori, dell’importo complessivo di 165mila euro, finanziati da spazi finanziari concessi dalla Regione Autonoma della Sardegna, cominceranno in primavera.
 
«Il 'concept' di riqualificazione della piazza esprime una nuova visione e percezione della spazialità, coraggiosamente motivata da esigenze condivise durante i dibattiti pubblici per la progettazione partecipata, svolti nella fase preliminare di programmazione degli interventi. 

A partire dai primi anni '60 del '900, nella piazza si è fatta tabula rasa del monte granatico e del sagrato antistante la chiesa. È stata interrotta la trama viaria esistente che passava prospiciente la chiesa verso via Paulicu Mossa, e più recentemente l'inserimento del porticato ha sostituito nella sua ubicazione le storiche botteghe presenti sul confine a sud dell'edificato. Azione, quest'ultima - come sottolineato anche dai pareri vincolanti del Servizio per la Tutela del Paesaggio della Regione Sardegna, dalla Soprintendenza per i Beni Architettonici e dalla Curia Arcivescovile della Diocesi – che ha innestato percettivamente e dimensionalmente un rapporto disarmonico, quasi di conflittualità con la quinta architettonica della chiesa di San Gregorio Magno. 

Il progetto si prefigge pertanto di correggere gli evidenti aspetti di incoerenza e di 'corto-circuito' con la memoria storica del paese. Oltre che di un lavoro pubblico, lo possiamo ritenere un lavoro culturale».