Giorgio Bina, Michele Atza e Luigi Atza: i protagonisti della Rivoluzione Sarda a Bauladu nel 1794

28/04/2018

Giorgio Bina, Michele Atza e Luigi Atza: i protagonisti della Rivoluzione Sarda a Bauladu nel 1794
Scoppiata dopo il fallito tentativo francese di occupare la Sardegna, la Rivoluzione sarda abbracciò un lungo periodo, tra 1793 e 1812, con un grande intreccio di fatti e personaggi memorabili.

Sa Die de sa Sardigna è la giornata del popolo sardo che ricorda l’insurrezione popolare del 28 aprile 1794 con il quale si allontanarono da Cagliari i Piemontesi e il viceré Balbiano, accusati di perseguire una politica reazionaria di accentramento del potere. Incoraggiati dalle vicende cagliaritane, col tentativo di sottrarre la Sardegna al regime feudale, nel cosiddetto ‘triennio rivoluzionario’ (1794-1796) in tutta l’Isola si registrarono sollevazioni popolari e disordini nelle campagne.

Anche nella Villa di Bauladu, che in questi anni apparteneva al marchesato d’Arcais, feudo della famiglia Flores-Nurra, il movimento insurrezionale aveva assunto un violentissimo carattere antifeudale.

Il governo sabaudo, preoccupatissimo, inviò una spedizione militare affidandone il comando al Cavalier Raimondo Mameli, ufficiale della Regia Marina. Il Mameli procedette verso le Ville di Bauladu, Milis e San Vero alla testa di 1400 uomini tra fanteria e cavalleria. Una parte di queste truppe, agli ordini di Sisinnio Lepori, il 16 settembre 1794 si impadroniva di Bauladu, traendo in arresto tre persone, indicate come i capi della rivolta: Giorgio Bina, Michele Atza e Luigi Atza. Furono accusati di «complicità nelle emozioni popolari avvenute il 15 e seguenti giorni del mese di agosto del 1794». Nel 1795 ottennero la grazia e, in stato di detenzione a Cagliari, furono costretti a giurare un atto di sottomissione col quale si impegnavano a vivere come fedeli sudditi di Sua Maestà.

Parafrasando il discorso del presidente della Repubblica d’Irlanda, Michael Daniel Higgins, tenutosi il 28 marzo dello scorso anno a Dublino in occasione del centenario della Rivolta di Pasqua (Easter Rising), in giornate come queste il migliore augurio che si possa fare ai sardi è quello di «rianimare le migliori intenzioni della Sarda Rivoluzione, affinché le generazioni future possano conoscere la libertà nel senso più pieno del termine».

Amministrazione Comunale di Bauladu, 2018 

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Immagine: Giuseppe Sciuti, Ingresso trionfale di Giommaria Angioy a Sassari, 1879
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Riferimenti bibliografici: P. PUTZOLU (a cura di), Sa Die de sa Sardigna, S’Iscola, Alfa Editrice, Quartu Sant’Elena, 2005.